Scienza e fantascienza

“Tredici miliardi di anni. Il romanzo dell’universo e della vita”

Articolo tratto dall’ultimo libro di Piero Angela

13_miliardi_libro_angela_copI primi antenati degli ominidi li ritroviamo intorno ai 7-5 milioni di anni fa.
Il primo passo fu vivere in gruppo sotto forma di piccole bande più o meno amalgamate. Questo permise nel tempo di liberare le mani dall’appoggio a terra e utilizzarle per trasportare il cibo
Il secondo passo del primate nell’evoluzione verso gli ominidi fu il linguaggio. Inizialmente tramite semplici segnali.
Con le mani libere il nostro primate può fabbricare strumenti di pietra. Una foto risalente a circa 3 milioni di anni fa.
Principalmente ritroviamo due filoni di ominidi:
– genere Paranthropus, che si affida a una dieta prevalentemente vegetariana per sopravvivere
– genere Homo, prevalentemente carnivoro, tramite lo sciacallaggio di prede uccise dai grandi predatori
Nel tempo avrà più fortuna la linea Homo
Circa 2 milioni di anni fa ritroviamo l’homo habilis, dal cervello più grande, mandibola e denti più piccoli, alto circa 1 metro, che ancora dorme sugli alberi
Il fuoriclasse della linea Homo sarà l’homo erectus, che potrà avvalersi di funzioni cognitive complesse quali l’astrazione e l’immaginazione.
Comincia così la nostra storia.
Il bebè preistorico, con il suo cervello che può accumulare informazioni ed elaborarle, può comunicare con un linguaggio più complesso, Questo aggrega maggiormente le piccole bande.
Con il linguaggio sarà possibile trasferire le conoscenze molto velocemente.
Nasce una nuova evoluzione, non più solo biologica ma anche culturale.
Il nascituro avrà in eredità non solo i geni ma anche la ‘conoscenza’.

alla prossima…